Il Sannio, in particolare Isernia, è stata meta del viaggio che ho intrapreso. Mi lamentavo che Verona fosse provinciale....
Isernia è mancante di autostrada e aereoporto, per giungervi bisogna percorrere una strada provinciale inerpicata tra le alture spoglie, aspre, rocciose di questa terra, il Molise.
Gli abitanti sono pochi, superano di poco il mezzo centinaio di migliaia. La cosidetta ZAI è un gruppetto di aziende fondate grazie ai contributi a fondo perduto nel mezzo di un deserto fatto di arbusti e rocce . Il rifiugio sicuro per gli Iserniani è il posto pubblico. In particolare forze dell'ordine. In alcuni paesi limitrofi si annoverano più poliziotti, carabinieri, guardie di finanza, guardie forestali che altri cittadini impiegati altrove. Le montagne sono nude e tristi, ma ha contribuirvi sono gli stessi abitanti. Ogni estate qualcuno si mette ad appiccare un incendio afinchè le guardie forestali assumano per far fronte alle fiamme.
Ciò non l'ho dedotto io, ma mi è stato riferito da un cliente/amico locale di mio padre.
Stranissimo ed incomprensibile una sorta di cono-ciminiera-imbuto-totem-vestigia sannitica situato in una valle nei monti tra Isernia e Vasto. Aperte le ipotesi di cosa possa essere la cattadrale nel deserto.
Da quello che ho potuto sentire dai contatti di mio padre la stagnazione economica è più che presente e sentita ovunque in Italia. Tutti invocano con ardore un nome solo.
mercoledì 7 maggio 2008
L'Esteta al Sannio
Pubblicato da
L'Esteta col gilet
a
22.15
Etichette: Isernia, Sannio, viaggio nel tempo
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2 adulazioni:
Io lancerei un nuovo tipo di turismo: quello delle cattedrali nel deserto. Non esistono all'estero. Dico, hai idea di quanta gente, sbalordita, andrebbe a visitarli?
quella era veramente affascinante
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